• about me
  • menu
  • categories
  • Roberta Borrelli

    Roberta Borrelli

    Alla continua ricerca di novità in grado di emozionarmi: scrivo, disegno, progetto, non sempre nello stesso ordine. Da piccola sognavo di fare "case", da grande ho imparato che se vuoi i sogni si avverano.Laureata in Architettura nel 2007, presso la facoltà di Napoli Federico II. Architetto di professione, blogger per passione, ho scelto di indirizzare la mia ricerca personale e professionale verso la progettazione d'interni e il design. Amo analizzare e sperimentare il mondo dell'abitare e  le ultime tendenze. Ho una particolare inclinazione per lo stile minimalista, le linee pulite e i colori tenui. Credo che la casa racconti non solo il proprio stile ma un approccio unico alla vita

    HIRO | La prima industria “on-demand” per i designer


    Cosa  succederebbe se ogni designer avesse a disposizione un’industria tutta per sé? Quali progetti uscirebbero dalle sue mani, senza la mediazione dei grandi brand e delle logiche di mercato?Questa è la domanda a cui vuole rispondere “Hiro”, l’azienda tutta italiana che produce i designer indipendenti e li aiuta a vendere i loro prodotti. Hiro è la “fabbrica aperta” dove il designer può sfruttare non solo i macchinari industriali ma anche l’esperienza dell’artigiano, per realizzare i propri progetti e metterli in vendita sul web. Un progetto completamente nuovo per creare e vendere i propri oggetti di arredo.



    Come funziona? Carichi il tuo progetto sul portale hiro.design e lo fai analizzare dai tecnici di Hiro. In pochi giorni, conoscerai quanto ti costa produrre un prototipo e una micro- serie del tuo oggetto di design. Ma non finisce qui. Il marketplace ha l’ambizione di raccogliere tutti i progetti di design indipendente, promuoverli al grande pubblico e venderli. Nessuna selezione artistica, quindi, nessuna decisione di mercato, niente grandi produzioni e revisione del meccanismo delle royalties. Gli obiettivi dichiarati sono fornire libertà creativa, piccole produzioni e guadagni calcolati sul prezzo stabilito dal designer stesso.

    «Tutti i designer che incontravo mi raccontavano le loro esperienze, a dir poco traumatiche, con il mondo della produzione - a parlare è Manuele Perlati, fondatore e amministratore di Hiro - Loro avevano le idee, io avevo un’azienda in grado di produrle. È stato lì che hoconcepito Hiro.»



    Manuele Perlati, prima di essere l’ideatore di Hiro, è comproprietario, di un’azienda che costruisce arrediper grandi brand (Penta Systems srl). «Ho parlato della mia idea a un designer giovane e con diversi premi nel portfolio, Paolo Cappello. Ne è nata da subito un’intesa profonda. Paolo mi ha aiutato a capire il mondodel design e le esigenze dei designer.»
    Sono molti i designer che si affidano a piccoli artigiani per produrre i prototipi dei loro progetti. I problemi nascono quando si inizia a vendere qualche decina di pezzi. Piccoli numeri, certo, ma interessanti per ildesigner che vuole diffondere il proprio stile. Trovare l’assistenza adatta per queste micro-produzioni non è facile. «Il designer ha bisogni specifici - continua Manuele Perlati - ad esempio un ufficio tecnico che lo assista nella progettazione.»
    Non secondario, l’aspetto delle vendite: «C’è da considerare lo stoccaggio dei pezzi, l’imballaggio deiprodotti. Gestire un commercio on-line, promuoverlo, avere a che fare con i corrieri, non è facile. Vendere il design autoprodotto porta via molto tempo che il designer vorrebbe dedicare alla creatività.» 



    Hiro ha anche l’ambizione di fare scouting di nuovi talenti. Il team guidato dall’artdirector Paolo Cappello monitora costantemente i progetti presentati dai creativi e la risposta del mercato, per individuare i designer a cui proporre collaborazioni.  Da oggi la prima industria on-demand per i designer è italiana.

    Roberta Borrelli | makeyourhome.net
    Credits| HIRO


    Cosa  succederebbe se ogni designer avesse a disposizione un’industria tutta per sé? Quali progetti uscirebbero dalle sue mani, senza la mediazione dei grandi brand e delle logiche di mercato?Questa è la domanda a cui vuole rispondere “Hiro”, l’azienda tutta italiana che produce i designer indipendenti e li aiuta a vendere i loro prodotti. Hiro è la “fabbrica aperta” dove il designer può sfruttare non solo i macchinari industriali ma anche l’esperienza dell’artigiano, per realizzare i propri progetti e metterli in vendita sul web. Un progetto completamente nuovo per creare e vendere i propri oggetti di arredo.



    Come funziona? Carichi il tuo progetto sul portale hiro.design e lo fai analizzare dai tecnici di Hiro. In pochi giorni, conoscerai quanto ti costa produrre un prototipo e una micro- serie del tuo oggetto di design. Ma non finisce qui. Il marketplace ha l’ambizione di raccogliere tutti i progetti di design indipendente, promuoverli al grande pubblico e venderli. Nessuna selezione artistica, quindi, nessuna decisione di mercato, niente grandi produzioni e revisione del meccanismo delle royalties. Gli obiettivi dichiarati sono fornire libertà creativa, piccole produzioni e guadagni calcolati sul prezzo stabilito dal designer stesso.

    «Tutti i designer che incontravo mi raccontavano le loro esperienze, a dir poco traumatiche, con il mondo della produzione - a parlare è Manuele Perlati, fondatore e amministratore di Hiro - Loro avevano le idee, io avevo un’azienda in grado di produrle. È stato lì che hoconcepito Hiro.»



    Manuele Perlati, prima di essere l’ideatore di Hiro, è comproprietario, di un’azienda che costruisce arrediper grandi brand (Penta Systems srl). «Ho parlato della mia idea a un designer giovane e con diversi premi nel portfolio, Paolo Cappello. Ne è nata da subito un’intesa profonda. Paolo mi ha aiutato a capire il mondodel design e le esigenze dei designer.»
    Sono molti i designer che si affidano a piccoli artigiani per produrre i prototipi dei loro progetti. I problemi nascono quando si inizia a vendere qualche decina di pezzi. Piccoli numeri, certo, ma interessanti per ildesigner che vuole diffondere il proprio stile. Trovare l’assistenza adatta per queste micro-produzioni non è facile. «Il designer ha bisogni specifici - continua Manuele Perlati - ad esempio un ufficio tecnico che lo assista nella progettazione.»
    Non secondario, l’aspetto delle vendite: «C’è da considerare lo stoccaggio dei pezzi, l’imballaggio deiprodotti. Gestire un commercio on-line, promuoverlo, avere a che fare con i corrieri, non è facile. Vendere il design autoprodotto porta via molto tempo che il designer vorrebbe dedicare alla creatività.» 



    Hiro ha anche l’ambizione di fare scouting di nuovi talenti. Il team guidato dall’artdirector Paolo Cappello monitora costantemente i progetti presentati dai creativi e la risposta del mercato, per individuare i designer a cui proporre collaborazioni.  Da oggi la prima industria on-demand per i designer è italiana.

    Roberta Borrelli | makeyourhome.net
    Credits| HIRO

    . lunedì 10 dicembre 2018 .

    Nessun commento

    Posta un commento

    popular posts