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    Roberta Borrelli

    Alla continua ricerca di novità in grado di emozionarmi: scrivo, disegno, progetto, non sempre nello stesso ordine. Da piccola sognavo di fare "case", da grande ho imparato che se vuoi i sogni si avverano.Laureata in Architettura nel 2007, presso la facoltà di Napoli Federico II. Architetto di professione, blogger per passione, ho scelto di indirizzare la mia ricerca personale e professionale verso la progettazione d'interni e il design. Amo analizzare e sperimentare il mondo dell'abitare e  le ultime tendenze. Ho una particolare inclinazione per lo stile minimalista, le linee pulite e i colori tenui. Credo che la casa racconti non solo il proprio stile ma un approccio unico alla vita

    Uno spazio per ricordare



    Luglio era stato un mese complicato. Non che gli altri fossero stati semplici, no, ma luglio gli aveva lasciato addosso una strana sensazione. Volato via come il vento, gli erano capitate cose meravigliose, di quelle che la mattina la facevano rigirare tra le sue lenzuola rosa e sorridere, pensando non sta capitando proprio a me. Ma era durato cosi poco e lui con quegli occhiali l'aveva fatta impazzire. 
    Le vacanze cosi erano volate senza grandi entusiasmi e con il solo desiderio di rintanarsi in quello spazio che con tanto entusiasmo aveva provato a rendere suo. Strani pensieri sulla sua vita l'avevano travolta.

    Razionale come solo chi ha scelto una formazione scientifica sa essere, quando aveva acquistato quella casa aveva in testa soltanto una cosa: la sua scrivania, lì in alto nel vecchio sottotetto e la pioggia sulle vetrate, era sicura che gli avrebbe  ridato la voglia di tornare a scrivere, certamente sarebbe stato il luogo ideale per perdersi nei ricordi di quel momento in cui si erano incontrati.Giugno, la città ancora affollata, nessuna voglia di lavorare e tanto desiderio di libertà. E poi c'erano stati quei discorsi cosi intensi e una complicità così rara per chi ha smesso di crederci da un po'. Stare bene insieme gli sembrava sempre troppo strano. in fondo era una sognatrice anche se nessuno avrebbe immaginato cosa si nascondeva dietro quel suo atteggiamento cosi distaccato.

    Ma ormai  l'autunno era  arrivato  in quell'ex edificio industriale, era tutto cosi lontano, e lei si sarebbe consolata in una cucina che un po' gli ricordava quella in cui da bambina la nonna le aveva insegnato a preparare la torta che gli piaceva tanto. Si riprometteva sempre di stare più a casa, amava la sensazione di salire quelle scale e lasciarsi il mondo alle spalle, quello spazio al piano superiore, era tutto il suo mondo. Aveva desiderato proprio li di fronte al letto  una poltrona per ritagliarsi quel tempo dedicato alla lettura, il piano inferiore era troppo ampio, luminoso, vuoto. Li poteva perdersi e ritrovarsi ogni volta che voleva. Forse avrebbe anche ritrovato presto quel sorriso stupido, e in quelle lenzuola rosa avrebbe continuato a rigirarsi, chissà se stava pensando a lei o la sua testa era altrove.


    Le storie della rubrica Home&Stories sono tutte di fantasia, sono solo piccole favole.

    Credits photo | planète deco
    Roberta Borrelli | makeyourhome.net








    Luglio era stato un mese complicato. Non che gli altri fossero stati semplici, no, ma luglio gli aveva lasciato addosso una strana sensazione. Volato via come il vento, gli erano capitate cose meravigliose, di quelle che la mattina la facevano rigirare tra le sue lenzuola rosa e sorridere, pensando non sta capitando proprio a me. Ma era durato cosi poco e lui con quegli occhiali l'aveva fatta impazzire. 
    Le vacanze cosi erano volate senza grandi entusiasmi e con il solo desiderio di rintanarsi in quello spazio che con tanto entusiasmo aveva provato a rendere suo. Strani pensieri sulla sua vita l'avevano travolta.

    Razionale come solo chi ha scelto una formazione scientifica sa essere, quando aveva acquistato quella casa aveva in testa soltanto una cosa: la sua scrivania, lì in alto nel vecchio sottotetto e la pioggia sulle vetrate, era sicura che gli avrebbe  ridato la voglia di tornare a scrivere, certamente sarebbe stato il luogo ideale per perdersi nei ricordi di quel momento in cui si erano incontrati.Giugno, la città ancora affollata, nessuna voglia di lavorare e tanto desiderio di libertà. E poi c'erano stati quei discorsi cosi intensi e una complicità così rara per chi ha smesso di crederci da un po'. Stare bene insieme gli sembrava sempre troppo strano. in fondo era una sognatrice anche se nessuno avrebbe immaginato cosa si nascondeva dietro quel suo atteggiamento cosi distaccato.

    Ma ormai  l'autunno era  arrivato  in quell'ex edificio industriale, era tutto cosi lontano, e lei si sarebbe consolata in una cucina che un po' gli ricordava quella in cui da bambina la nonna le aveva insegnato a preparare la torta che gli piaceva tanto. Si riprometteva sempre di stare più a casa, amava la sensazione di salire quelle scale e lasciarsi il mondo alle spalle, quello spazio al piano superiore, era tutto il suo mondo. Aveva desiderato proprio li di fronte al letto  una poltrona per ritagliarsi quel tempo dedicato alla lettura, il piano inferiore era troppo ampio, luminoso, vuoto. Li poteva perdersi e ritrovarsi ogni volta che voleva. Forse avrebbe anche ritrovato presto quel sorriso stupido, e in quelle lenzuola rosa avrebbe continuato a rigirarsi, chissà se stava pensando a lei o la sua testa era altrove.


    Le storie della rubrica Home&Stories sono tutte di fantasia, sono solo piccole favole.

    Credits photo | planète deco
    Roberta Borrelli | makeyourhome.net






    . lunedì 8 ottobre 2018 .

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