Quando un progetto di ospitalità prende forma inizia sempre un lungo viaggio fatto di investimenti, sogni, famiglia. Si famiglia perché chi decide di aprire una struttura ricettiva ha, sempre più spesso,   il desiderio di condividere con gli altri la propria dimensione domestica, le abitudini, il territorio. Quello che vi racconto oggi è finalmente il lieto fine di una CASA che prende il nome di una stupenda bambina, VITTORIA, del suo papà e di una famiglia un po' allargata che alla fine è riuscita a ritrovare in un paesino del sud Italia, Agropoli in provincia di Salerno,  una piccola oasi di pace. Per me è stato un lavoro lungo e impegnativo cominciato con mille progetti e il rifacimento di un tetto fatiscente. La quadratura era grande, circa 200 metri quadrati, ma le altezze ridotte, bisognava riuscire a ricavare il massimo rendendo il tutto piacevolmente vivibile, per chi desidera trascorrere una vacanza al mare. Devo dire che questa volta ho avuto anche una grande fortuna, quella che il mio amico Pietro prima e la sua compagna Chiara poi, hanno seguito le mie idee e i miei consigli, permettendomi di realizzare una struttura che rispecchiasse un po' anche me.  Abbiamo pensato di distribuire sulla superficie quattro camere, chiamate come i venti, che potessero offrire soluzioni di ospitalità differenti. In particolare sono stati realizzati sulla parte posteriore della casa, con un bellissimo affaccio sul castello medievale del paese, due monolocali con bagno e cucina  indipendente. Mentre sul lato anteriore, due camere con bagno indipendente e cucina comune. 


Quella che vedete in queste foto è la suite Libeccio (uno dei due monolocali) in cui non potevamo non inserire una vasca idromassaggio con affaccio sul mare, crometerapia e filodiffusione. Gli armadi sono stati realizzati tutti su misura sfruttando la parte bassa della struttura, ottimizzando così gli spazi. Le ceste e il letto, che sono piaciute proprio a tutti, sono di Ikea

Lo stile è  molto minimalista  ma  inspirato al mare. Ho voluto che le travi in legno fossero preverniciate prima della posa in cantiere affinché il tetto fosse davvero di un bianco candido perfetto. La scelta degli arredi è low cost, quasi tutto è stato ordinato on-line e consegnato in cantiere. Dai tavolini usati come comodini di Maison du Monde alle lampade effetto nautico di Creative Cables




Le altre due camere le ho progettate pensando alle mansarde parigine: posizionare il letto sotto l'abbaino è stato un modo per recuperare spazi fruibili. Ma posso dire che, al di là del lato tecnico, l'atmosfera è davvero molto suggestiva. La palette cromatica è quella del mare, il blu, il turchese e le immancabili strisce combinate con altri pattern a tema. E poi bianco, una sedia a dondolo su cui lasciarsi andare e ceste per riporre i cuscini prima di addormentarsi.  Nei bagni, davvero molto spaziosi, il connubio tra cementine, travi bianche, legno e dettagli in cuoio, crea uno spazio dedicato al benessere molto rilassante. 

Uno di quei progetti che quando finisce dici 
era proprio come lo avevo immaginato


Roberta Borrelli | makeyourhome.net




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