Prendersi il caffè con un'amica è sempre un piacere, ma se questa è anche una collega che come te crede ancora nel suo territorio (seppur complesso) ed ha qualcosa da raccontare, lo è ancor di più. Stesso percorso professionale ma strade diverse che a volte, per caso o per piacere, si sono incrociate. Immaginate il mio entusiasmo quando ho saputo che avrebbe esposto quest'anno al Salone Satellite. "WOW! Devo correre a trovarti", gli dissi, immediatamente. Mi aveva raccontato che negli ultimi anni si stava dedicando, con maggiore impegno ed entusiasmo, alla progettazione di elementi di design, ma da qui a trovarmi di fronte a LITE LITE, non me lo sarei proprio aspettato. 
Ma torniamo al nostro caffè, così, chi è Paola Palmieri ve lo faccio raccontare proprio da lei. 

Raccontaci un po' di te, chi sei?
Sono un architetto di Salerno, perennemente in viaggio,con una grande passione per l'interior e il design.


Qual'è la tua architettura?

Villa Mairea di Alvar Aalto. Una villa progettata per le vacanze ma anche per scrivere, dipingere, ricevere amici o riposarsi. Un sapiente uso dei materiali e un continuo rimando tra dentro e fuori, tra concavo e convesso. 



E il tuo oggetto di design?

Tour di Gae Aulenti per FontanaArte. Un grande classico del design, Tour è un tavolo su ruote (si, ma di bicicletta!) pivotanti a 360° e  fissate ad un vetro molato dello spessore di 15mm.


Avendo fatto lo stesso percorso di studi, ma avendo intrapreso strade differenti, mi chiedo: come avviene il passaggio dal progetto architettonico all'elemento d'arredo? C'è differenza nel processo progettuale tra macro e micro? 

Io non l'ho vissuto come un vero e proprio "passaggio". Ho sempre avuto questa passione, diciamo che per me le due strade hanno viaggiato in parallelo. Credo, poi, che le regole del corretto progettare siano simili indipendentemente dalla scala su cui stiamo lavorando. Il design ha ovviamente delle dinamiche tutte sue, ma questo vale per ogni branca del nostro lavoro...diciamo che l'importante è conoscere le regole del gioco perché non ci si può improvvisare! 


Parlami di come è nata LITE LITE.

Cercavo un oggetto che rendesse visivamente l'idea della leggerezza della luce. 
Lite Lite è una lampada  che fluttua, progettata sfruttando la tecnologia della levitazione magnetica, consente al paralume di galleggiare nel vuoto. Il sistema Arduino gestisce il meccanismo di accensione e spegnimento della lampada, accostando semplicemente il dito al sensore. Il paralume e’ realizzato in PLA tramite stampa 3D e la scocca della luce è in resina bianca opalina.


Questa non posso proprio evitarla, che rapporto hai con l'informazione digitale: magazine on-line, blog,..etc?

Seguo tantissime testate online, tra cui la tua, sempre (e qui ci sta un gran sorriso di complicità). Credo sia un ottimo modo per tenersi aggiornati in maniera semplice e veloce.

Paola, lo penso anche io, non posso che farti un grande in bocca al lupo per il tuo lavoro. 
(Crepi!)


Roberta Borrelli|makeyourhome.net

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