C' è una cosa che ho sempre amato della cultura berlinese, la quasi totale assenza di tendaggi e quel prospettarsi verso l' esterno. E come se avvertissi che ci dovesse  sempre essere un continuo scambio tra l' interno e l' esterno, tra il pubblico e privato. Forse al contrario di noi, la loro cultura di totale apertura verso il mondo, non li obbliga a nascondersi dietro ad una tenda?
Salta subito all' occhio guardando i punti di ristoro. Tutti hanno una gran bella vetrina e un mensolone con sgabelli per consentire a chi mangia, beve, legge, di guardare fuori......ma sarebbe meglio dire semplicemente di osservare. La prima risposta da architetto che mi sono data è stata, sarà per la necessità di luce,  piuttosto  che  non avendo la possibilità di vivere l' esterno, per le temperature rigide, gli interni sono progettati per poterne  ugualmente fruire. Poi però mi accorgo che anche per le abitazioni vale lo stesso discorso. E così confermo a me stessa   che l' apertura è propriamente un fatto culturale, che le progettazioni degli interni, siano essi case, uffici o luoghi di incontro, sono strettamente legate alle abitudini di un popolo, a volte sono cose estremamente evidenti (le cucine sono molto piccole non essendo abituati a cucinare in casa) altre invece nascoste, ma forse ancora più meritevoli  di osservazione.


Roberta Borrelli | makeyourhome.net          

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