Quando vi racconto di piccoli spazi belli e ben organizzati parlo di case come queste. Lo stesso vale quando vi dico che non è sempre indispensabile spendere grosse somme per realizzare una casa elegante e d'effetto. In questo caso è grazie al grigio che un semplicissimo appartamento da 50 metri quadratati diventa un ambiente dal gusto molto raffinato. 




Ecco che tu sei alle prese con un trasferimento che cambierà particolarmente la tua vita e Ikea tira fuori un catalogo superfigo, che tu hai avuto la possibilità di vedere in anteprima a luglio,  in cui si legge a caratteri cubitali 

FACCIAMO SPAZIO ALLA TUA VOGLIA DI CAMBIARE


Potrei dire che quest'anno me lo hanno cucito perfettamente addosso, e invece devo constatare che sono solo parte di una generazione nomade e di un  nuovo modo  di  abitare, totalmente fluido, che  Ikea ha saputo interpretare alla perfezione. Vivere la contemporaneità significa incarnare il dinamismo di luoghi, esigenze, e idee che rapidamente scorrono, impedendo il consolidarsi di "confortevoli" abitudini. 





sottotitolo 
QUANDO UNA DESIGN BLOGGER CERCA CASA


Qualche tempo fa ho letto un libro intitolato  "la casa che vorrei",  mi piacque molto perché oltre ad offrire soluzioni su come progettare la propria casa proponeva una serie di consigli utili a rendere una casa personale. Fin qui tutto bene, ogni giorno leggiamo e fruiamo di immagini che ci emozionano e che mettiamo in archivio sperando che un giorno la nostra casa sia proprio cosi. Poi arriva quel momento, quello di cercare casa e le tiri fuori tutte, le metti in fila sul tavolo, dicendo la vorrei proprio cosi, esci fuori, ti imbatti nella giungla del mercato immobiliare, ma niente, nessun riscontro. Ecco questo è il mio dilemma attuale, mentre sono in treno in partenza per le vacanze estive, e ancora non sono riuscita a trovare a Milano  una casa che accontenti le mie esigenze. Avanti ho una serie di possibilità, ho provato gia a scegliere e la cosa purtroppo non è andata a buon fine. Ma cosa desidera una design blogger quando cerca casa? 
Ecco la mia whish list  (sperando che mi aiuti fare un po' di chiarezza):


SMALL: la vorrei piccola, ho vissuto per diversi anni in una casa molto grande, davvero ingestibile per i tempi che ho da dedicare alla casa e poi ho sperimentato che più spazio si ha  a disposizione più si tende ad accumulare, cosa che profondamente odio. Preferirei che fosse un bilocale  (ma magari  anche mono) ben organizzato, in cui fare entrare l'indispensabile per la mia mini famiglia. Vorrei che nella nuova vita entrino solo "cose belle" e necessarie, tutto il resto lo lascerò decisamente altrove. 



WHITE: Vorrei che sia uno spazio totalmente personalizzabile, bisogna pur sempre inventarsi una nuova storia,  molto luminoso, bianco o a tinte neutre. Sapete quanto odio i colori accessi e purtroppo ho dovuto constatare che a Milano negli ultimi anni il rosso è stato molto abusato nelle abitazioni. 



INSTAGRAM FRIENDLY: In quanto blogger c'è una cosa a cui non posso rinunciare: fotografare la mia casa è indispensabile.Non so se avete idea di quanto possa essere complesso fare una foto giusta per essere postata sui social se in casa non c'è un piano o un muro totalmente bianco. Praticamente impossibile. 



GREEN: chiaramente le prime ad entrare saranno le mie piantine, sperando che anche loro siano forti quanto me ad abituarsi all'aria di città. 


Ok, ve lo dico, sono consapevole che non la troverò mai, ma voglio crederci ancora un po'.

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Roberta Borrelli | makeyourhome.net


Niente di più bello che tornare a casa dopo una giornata di lavoro, togliersi le scarpe, una poltrona e un bel libro. Un piccolo angolo lettura in casa è il sogno proibito di ogni book lovers  e anche il mio. E' per questo che il progetto  della nuova casa  #MYHome a Milano parte da qui. Precisamente da un tappeto di palline di feltro arrivato direttamente dal Nepal, intorno al quale ho costruito il mio rifugio perfetto. Perché parto da un tappeto? Vi racconto. Qualche mese fa, una mia cliente mi aveva chiesto di sceglierle un tappeto di quelli "che si vedono spesso su pinterest in bianco e nero". Cercava un tappeto Beni Ourain, i tappeti marocchini dal caratteristico disegno geometrico nero sul beige.




Contemporaneamente ero alla ricerca di qualche nuovo complemento d'arredo che arricchisse il progetto, che stavo elaborando, per la mia nuova casa. Cosi inizio i miei soliti giri sul web e scopro Sukhi. Mi innamoro praticamente di tutto quello che vedo, bellissimi tappeti fatti a mano adatti allo stile delle case che abitualmente progetto (e anche alla mia!). Ma non solo, scopro che dietro c'è un bellissimo concetto equo e solidale che mi rende il tutto ancor più interessante. Lo scopo è quello di rendere felici i clienti con i loro acquisti, ma anche gli artigiani produttori valorizzando il loro lavoro ed elevando il loro livello di vita con una remunerazione adeguata e condizioni di lavoro dignitose.

In nepalese, Sukhi significa felice.

 Tutti ci dicono sempre che i nostri tappeti li rendono felici.

 La gente li compra sapendo che entrerà in possesso di un splendido tappeto fatto a mano e che lo sta comprando direttamente dalla persona che lo ha creato.





Così, tornando a me e alla mia nuova casa, penso di volerne assolutamente uno. Ne scelgo uno fatto di palline di feltro per il mio angolo relax dedicato alla lettura, che ho pensato,  anche questa volta cedendo alle tonalità fredde. Al grigio assolutamente non rinuncio! La combinazione è semplicissima: una poltrona comoda, una lampada da lettura a led, libri sparsi ovunque e chiaramente un tappeto su cui stare a piedi nudi e rilassarmi totalmente.


Materiali, tecniche e tradizione 

fanno tutti parte della

 realizzazione di un tappeto speciale.


Il mio tappeto contiene migliaia di palline di feltro fatte a mano, é un modello Aspru rettangolare,  un tappeto unico nel suo genere, realizzato con amore, con lana 100% nuova e pura proveniente dalla Nuova Zelanda. Il tappeto ti viene consegnato a casa direttamente dall'artista che lo ha realizzato, nessun intermediario o negozio fisico.


Ora, finalmente,  posso godermi il mio relax a piedi nudi su di  un tappeto bellissimo, sapendo di aver contribuito a migliorare la vita di qualcuno. 

Roberta Borrelli | makeyourhome.net



Quello di oggi è un post un po' particolare, un'editoriale che non è il classico editoriale a cui vi ho abituato, ma che anticipa, in un modo molto personale quello che succederà nei prossimi mesi. Lo sanno anche i muri che MAKEYOURHOME ha traslocato. No, no , non ho cambiato indirizzo sul web ma proprio nella vita. Dal mio piccolo paesino sul mare in provincia di Salerno ho preparato le valigie e sono partita. Non so se sia stata io a scegliere Milano o Milano a scegliere Makeyourhome, in ogni caso ormai ci siamo (scusate se parlo al plurale lo so che io e la blogger scrivente siamo la stessa persona, ma a volte ancora non ci credo). Ci sono tante novità in ballo che pian piano vi svelerò ma quella più grande è certamente metter su casa. Avete idea di quanto possa essere difficile per una come me trovare casa Milano? Bene ve lo dico subito è stradifficile perché ho tante esigenze legate al mio lavoro e al bambino, e poi proprio non ce la faccio a vivere in una casa brutta. Nei primi mesi sono in appoggio a casa di un'amica che mi gentilmente concesso la sua meravigliosa casa, nel frattempo continuo a spulciare annunci e vedere case, che continuano a non piacermi. Oggi mi sono detta: ma tu come la vuoi questa casa? 



LA VOGLIO CHE SA DI MARE.
MI SA CHE UN PO' COMPLESSO.
MA ALMENO LE RIGHE, QUELLE NON POSSONO MANCARE.


La casa definitiva ancora non c'è ma nel frattempo posso iniziare a studiarne quanto meno lo styling. E cosi materiale da lavoro alla mano oggi, come sempre faccio per i miei clienti, ho creato la prima moodbard per la mia casa. Che emozione! Se c'è una cosa di cui sono sicura è che non mancheranno tutte le sfumature del blu e dell'azzurro, è l'unico un modo per sentirmi in armonia con la mia casa. E poi  vorrei che fosse in grado di contenere tutti i miei sogni.  Forse chiedo troppo.



Quante volte su Pinterest ci siamo innamorate di bellissime tavole, perfettamente studiate da lasciarci ogni volta con gli occhi sognanti. Giuro che anche a me capita spesso e a quel momento seguono a raffica mille domande. Ma non posso averla anche io cosi? E quel tavolo chi lo avrà prodotto? Esiste un e-commerce che può portarmi la mia sedia dei sogni  direttamente a casa? Mi auguro che io non sia pazza e che voi vi facciate le mie stesse domande perché in questi giorni ho selezionato le mie  dinning room preferite, molto nordic friendly, con tinte differenti in modo da accontentare tutti gli appassionati di questo stile, e sono andata alla ricerca dei prodotti rappresentati (o molto simili).

Questo studio mi ha confermato che LOVEThESIGN e Design Republic restano i miei siti di riferimento preferiti, ma se non siete predisposti all'acquisto on line, il secondo lo trovate a Milano in Corso Ticinese, il regno del design nordico per chi ha bisogno di guardare da vicino. Ma non solo, sul neonato Welchome, trovi tante idee decor per completare lo stile. Tu quale scegli: lo stile minimalista in verde, black and white o con influenze shabby? Il mio è decisamente il primo, ma se mi conoscete avrete gia indovinato. 

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Era un giorno cosi,  seduti uno di fianco all'altro sognando di essere al mare. Avevano deciso di condividere la stessa scrivania, se poi così si poteva chiamare visto che era anche il loro tavolo da pranzo. Due strade professionali molto simili un giorno li avevano spinti a decidere di condividere lo spazio di lavoro in quella casa che si erano scelta e costruita, un progetto di vita insieme. Sarebbe stato difficile. Lo sapevano e lo avevano capito dai primi tempi in cui si erano conosciuti e tutto iniziava a prendere forma. I periodi in cui la stanchezza e la negatività prendeva il sopravvento erano stati tanti, proprio come quella mattina di caldo torrido, dove nonostante il sole tutto sembrava buio intorno a loro. Ma poi Dario preparava il caffè, l'aroma invadeva l'intero loft e tutte le paure scomparivano. Un rituale che somigliava ad un abbraccio, come per dire non è successo niente, ce la possiamo fare.






Anche voi con questo caldo sentite l'esigenza di atmosfere fresche e rilassanti? Eccovi allora un Home Tour che, anche se somiglia ben poco ad una casa al mare, trasmette proprio queste sensazioni. Soltanto due i colori dominanti, il bianco per la composizione generale e il blu per i tessili.  E' un mix davvero ben riuscito dove stranamente linee retrò, ispirazioni marocchine e stile nordico si sposano perfettamente. Sembrerà assurdo che questi stili possano convivere e invece guardate un po' il risultato. Avreste mai pensato che  ad una sedia in rattan potesse essere affiancato uno dei più classici tavolini da tè?  In questa casa c'è ed è anche molto bella.
Ah...in camera da letto trovate anche le bellissime ceste ikea che ho usato a Casa Vittoria.


Se mi seguite ormai sapete quanto mi sia appassionata alla ricerca di nuove realtà creative declinate al femminile. Mi piace scoprire che c'è qualcuno come me che ha avuto la voglia di rimettersi in gioco e inventarsi un mondo professionale che assecondi i propri sogni. Dopo le ragazze di Lascia la scia arriva subito una nuova scoperta, Chiara, una mamma ingegnere che ha realizzato un e-shop  su cui finalmente posso comprare tutti i brand di design di cui sono innamorata e magari scoprirne di nuovi. Instagram mi ha aiutato a conoscere Welchome, tutto il resto sono chiacchiere tra mamme che lavorano con impegno e passione.

MAKEYOURHOME | Ciao Chiara, mi sembra di capire le nostre storie non sono poi cosi lontane, raccontami un po' di te. 

WELCHOME | Allora sono Chiara, ingegnere di 34 anni, sposata, con una bimba di quasi 2 anni, Lavinia. La mia passione è sempre stata la matematica, i numeri, le relazioni tra i numeri e la scelta del percorso di studi in Ingegneria è stata naturale, nessuna esitazione. E i cinque anni sono passati velocemente, un esame dopo l’altro, esperienza lavorativa in consulenza durante la stesura della tesi, laureata a 25 anni con 110 e lode, subito lavoro nella Direzione Generale in BNL. Fin qui tutto ok. Se non fosse che, dopo quasi 2 anni, il contratto finisce, l’azienda non può permettersi di assumermi, e io mi ritrovo di nuovo a mandare cv. Ma questa volta non succede nulla, l’Italia è in piena crisi economica e io rimango 1 anno e mezzo senza lavoro. A casa. Disperata. Ma veramente stava succedendo a me? Non sono una persona pessimista di natura, ma la situazione di disoccupata era per me inaccettabile, questo fatto mi aveva completamente buttata a terra, mi sembrava tutto inutile, anche continuare a mandare i cv. Faccio poi diversi colloqui ma, a 28 anni, cosa vuoi che ti dicano? “Signorina, parliamoci chiaro, lei ha intenzione di sposarsi? Di fare figli?” Tu ovviamente rispondi che “no, io bambini mai” ma sai già che non ti prenderanno mai lo stesso. Arrivano nuove opportunità ma senza continuità temporale e cosi io e mio marito decidiamo di avere un bambino. Siamo felici, non ci manca nulla, problemi economici non ne abbiamo. Ma a me qualcosa manca sempre: la mia realizzazione come donna che lavora, non solo come mamma. Nel luglio del 2015 nasce Lavinia, ed inizia la mia svolta. 

MAKEYOURHOME | Da dove nasce l'idea di un e-shop bello come Welchome?

WELCHOME | Come tutte le mamme adoro mia figlia, e inizio a ripensare la mia vita. Voglio lavorare sì, ma ricominciare a mandare cv rappresenta per me un incubo ormai. Aspettare una chiamata che chissà se arriverà mai. E allora basta aspettare, basta dover dipendere dalla scelta di qualcun altro. Con mio marito abbiamo sempre avuto il sogno di avere un’attività tutta nostra relativa alla passione che ci accomuna, il design, l’arredamento. È a settembre 2016 che comincio a scrivere nero su bianco quello che voglio fare: un design store per case che raccontano una storia. La storia di chi ci vive. Subito mi è venuto in mente il claim 

“Inspire. Decor. Live.” 



DESIGN LETTERS 


Cercavo un luogo per organizzare il mio workshop ma ho trovato molto di più. Cinque architetti (donne) e un obiettivo comune: ripensare l'architettura in termini di temporaneità attraverso la promozione di forme innovative di progetto, arte e design. Metro gialla, fermata Porto di Mare, arrivo in una di quelle aree di Milano oggi al centro del dibattito sul recupero delle periferie. Come recuperare quelle aree dismesse? In molti se lo chiedono, loro hanno avuto il coraggio di farlo. Uno studio-lab che quando lo vedi ti sembra così lontano dai canoni a cui la città ci ha abituato eppure così vicino alla nuova generazione di professionisti a cui apparteniamo. 

Lo stile è industriale, l'atmosfera molto soft,

 si capisce subito che chi anima quel luogo

 lo fa con grande passione per il proprio lavoro. 


Spazi che si fondono per diventare molte cose insieme. Non solo studio di architettura ma anche co-working, area workshop e un laboratorio-falagnameria in cui realizzare le proprie idee.
Le ragazze sono gentilissime, mi accolgono nella loro sala riunioni che assomiglia molto ad un tavolo in cui prendere il tè con le amiche. Mi piace molto, racconto la mia storia e le mille idee che mi passano in questo periodo nella testa. Interazioni, è cosi che a noi architetti oggi  piace sviluppare nuovi progetti. Trovo in loro un modo di vivere la professione molto vicino al mio.
Temporaneità e open source, ovvero condivisione e diffusione di idee e innovazioni a disposizioni di tutti, rappresentano le parole chiave di un nuovo modo di fare e di pensare il progetto in reazione ad un'idea di architettura permanente e design griffato.

In questo luogo, il cui nome racconta tutto, ho trovato questo, il piacere di inseguire i propri sogni costruendo luoghi che ci raccontano. Se dovessero descriversi direbbero

in una parola RE-THINK
in due parole Architettura con[temporanea]

Io andrò a trovarle di nuovo molto presto e spero di poter portare anche voi.






Quando mi sono imbattuta per la prima volta in queste immagini mi sono detta - ma come è bella questa casa nei toni pastello, bella la scelta degli arredi e le finiture, ma cos'è un loft? Poi ho letto un po' e ho capito che si trattava di un hotel. Ma bello, dove? 

A Londra, precisamente  nell'East London, Grzywinski+Pons  hanno  progettato un albergo di 168  camere provando ad unire l'ospitalità  di un design hotel alla comodità di un ambiente che fosse quanto più simile ad una casa. Direi che ci sono riusciti benissimo.



Su Instagram vi siete innamorati del loro Daily Roller e, in effetti, la loro idea di design nasce proprio dal desiderio di creare oggetti utili per le nuove generazioni. Oggetti di uso quotidiano che tutti vorremmo avere nelle nostre case. Loro sono George & Willy (Tauranga, Nuova Zelanda), producono piccoli oggetti per rendere più piacevole e semplice la vita delle persone basandosi su processo creativo che sia quanto più casuale e divertente.

"I also love sitting down with a cup of tea 

and a group of mates and just throwing ideas

 around – collaborating to come up

 with a concept, drawing it,

 developing it and then watching it turn into reality."


Trovo che i loro prodotti, nella loro semplicità e scelta dei materiali, siano davvero bellissimi, ma anche il modo di affrontare il loro lavoro è molto interessante. Far circolare le idee davanti ad una tazza di tè, mi piace!



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