Quello di oggi è un post un po' particolare, un'editoriale che non è il classico editoriale a cui vi ho abituato, ma che anticipa, in un modo molto personale quello che succederà nei prossimi mesi. Lo sanno anche i muri che MAKEYOURHOME ha traslocato. No, no , non ho cambiato indirizzo sul web ma proprio nella vita. Dal mio piccolo paesino sul mare in provincia di Salerno ho preparato le valigie e sono partita. Non so se sia stata io a scegliere Milano o Milano a scegliere Makeyourhome, in ogni caso ormai ci siamo (scusate se parlo al plurale lo so che io e la blogger scrivente siamo la stessa persona, ma a volte ancora non ci credo). Ci sono tante novità in ballo che pian piano vi svelerò ma quella più grande è certamente metter su casa. Avete idea di quanto possa essere difficile per una come me trovare casa Milano? Bene ve lo dico subito è stradifficile perché ho tante esigenze legate al mio lavoro e al bambino, e poi proprio non ce la faccio a vivere in una casa brutta. Nei primi mesi sono in appoggio a casa di un'amica che mi gentilmente concesso la sua meravigliosa casa, nel frattempo continuo a spulciare annunci e vedere case, che continuano a non piacermi. Oggi mi sono detta: ma tu come la vuoi questa casa? 



LA VOGLIO CHE SA DI MARE.
MI SA CHE UN PO' COMPLESSO.
MA ALMENO LE RIGHE, QUELLE NON POSSONO MANCARE.


La casa definitiva ancora non c'è ma nel frattempo posso iniziare a studiarne quanto meno lo styling. E cosi materiale da lavoro alla mano oggi, come sempre faccio per i miei clienti, ho creato la prima moodbard per la mia casa. Che emozione! Se c'è una cosa di cui sono sicura è che non mancheranno tutte le sfumature del blu e dell'azzurro, è l'unico un modo per sentirmi in armonia con la mia casa. E poi  vorrei che fosse in grado di contenere tutti i miei sogni.  Forse chiedo troppo.



Quante volte su Pinterest ci siamo innamorate di bellissime tavole, perfettamente studiate da lasciarci ogni volta con gli occhi sognanti. Giuro che anche a me capita spesso e a quel momento seguono a raffica mille domande. Ma non posso averla anche io cosi? E quel tavolo chi lo avrà prodotto? Esiste un e-commerce che può portarmi la mia sedia dei sogni  direttamente a casa? Mi auguro che io non sia pazza e che voi vi facciate le mie stesse domande perché in questi giorni ho selezionato le mie  dinning room preferite, molto nordic friendly, con tinte differenti in modo da accontentare tutti gli appassionati di questo stile, e sono andata alla ricerca dei prodotti rappresentati (o molto simili).

Questo studio mi ha confermato che LOVEThESIGN e Design Republic restano i miei siti di riferimento preferiti, ma se non siete predisposti all'acquisto on line, il secondo lo trovate a Milano in Corso Ticinese, il regno del design nordico per chi ha bisogno di guardare da vicino. Ma non solo, sul neonato Welchome, trovi tante idee decor per completare lo stile. Tu quale scegli: lo stile minimalista in verde, black and white o con influenze shabby? Il mio è decisamente il primo, ma se mi conoscete avrete gia indovinato. 

image  1  2  3  4  5



Era un giorno cosi,  seduti uno di fianco all'altro sognando di essere al mare. Avevano deciso di condividere la stessa scrivania, se poi così si poteva chiamare visto che era anche il loro tavolo da pranzo. Due strade professionali molto simili un giorno li avevano spinti a decidere di condividere lo spazio di lavoro in quella casa che si erano scelta e costruita, un progetto di vita insieme. Sarebbe stato difficile. Lo sapevano e lo avevano capito dai primi tempi in cui si erano conosciuti e tutto iniziava a prendere forma. I periodi in cui la stanchezza e la negatività prendeva il sopravvento erano stati tanti, proprio come quella mattina di caldo torrido, dove nonostante il sole tutto sembrava buio intorno a loro. Ma poi Dario preparava il caffè, l'aroma invadeva l'intero loft e tutte le paure scomparivano. Un rituale che somigliava ad un abbraccio, come per dire non è successo niente, ce la possiamo fare.






Anche voi con questo caldo sentite l'esigenza di atmosfere fresche e rilassanti? Eccovi allora un Home Tour che, anche se somiglia ben poco ad una casa al mare, trasmette proprio queste sensazioni. Soltanto due i colori dominanti, il bianco per la composizione generale e il blu per i tessili.  E' un mix davvero ben riuscito dove stranamente linee retrò, ispirazioni marocchine e stile nordico si sposano perfettamente. Sembrerà assurdo che questi stili possano convivere e invece guardate un po' il risultato. Avreste mai pensato che  ad una sedia in rattan potesse essere affiancato uno dei più classici tavolini da tè?  In questa casa c'è ed è anche molto bella.
Ah...in camera da letto trovate anche le bellissime ceste ikea che ho usato a Casa Vittoria.


Se mi seguite ormai sapete quanto mi sia appassionata alla ricerca di nuove realtà creative declinate al femminile. Mi piace scoprire che c'è qualcuno come me che ha avuto la voglia di rimettersi in gioco e inventarsi un mondo professionale che assecondi i propri sogni. Dopo le ragazze di Lascia la scia arriva subito una nuova scoperta, Chiara, una mamma ingegnere che ha realizzato un e-shop  su cui finalmente posso comprare tutti i brand di design di cui sono innamorata e magari scoprirne di nuovi. Instagram mi ha aiutato a conoscere Welchome, tutto il resto sono chiacchiere tra mamme che lavorano con impegno e passione.

MAKEYOURHOME | Ciao Chiara, mi sembra di capire le nostre storie non sono poi cosi lontane, raccontami un po' di te. 

WELCHOME | Allora sono Chiara, ingegnere di 34 anni, sposata, con una bimba di quasi 2 anni, Lavinia. La mia passione è sempre stata la matematica, i numeri, le relazioni tra i numeri e la scelta del percorso di studi in Ingegneria è stata naturale, nessuna esitazione. E i cinque anni sono passati velocemente, un esame dopo l’altro, esperienza lavorativa in consulenza durante la stesura della tesi, laureata a 25 anni con 110 e lode, subito lavoro nella Direzione Generale in BNL. Fin qui tutto ok. Se non fosse che, dopo quasi 2 anni, il contratto finisce, l’azienda non può permettersi di assumermi, e io mi ritrovo di nuovo a mandare cv. Ma questa volta non succede nulla, l’Italia è in piena crisi economica e io rimango 1 anno e mezzo senza lavoro. A casa. Disperata. Ma veramente stava succedendo a me? Non sono una persona pessimista di natura, ma la situazione di disoccupata era per me inaccettabile, questo fatto mi aveva completamente buttata a terra, mi sembrava tutto inutile, anche continuare a mandare i cv. Faccio poi diversi colloqui ma, a 28 anni, cosa vuoi che ti dicano? “Signorina, parliamoci chiaro, lei ha intenzione di sposarsi? Di fare figli?” Tu ovviamente rispondi che “no, io bambini mai” ma sai già che non ti prenderanno mai lo stesso. Arrivano nuove opportunità ma senza continuità temporale e cosi io e mio marito decidiamo di avere un bambino. Siamo felici, non ci manca nulla, problemi economici non ne abbiamo. Ma a me qualcosa manca sempre: la mia realizzazione come donna che lavora, non solo come mamma. Nel luglio del 2015 nasce Lavinia, ed inizia la mia svolta. 

MAKEYOURHOME | Da dove nasce l'idea di un e-shop bello come Welchome?

WELCHOME | Come tutte le mamme adoro mia figlia, e inizio a ripensare la mia vita. Voglio lavorare sì, ma ricominciare a mandare cv rappresenta per me un incubo ormai. Aspettare una chiamata che chissà se arriverà mai. E allora basta aspettare, basta dover dipendere dalla scelta di qualcun altro. Con mio marito abbiamo sempre avuto il sogno di avere un’attività tutta nostra relativa alla passione che ci accomuna, il design, l’arredamento. È a settembre 2016 che comincio a scrivere nero su bianco quello che voglio fare: un design store per case che raccontano una storia. La storia di chi ci vive. Subito mi è venuto in mente il claim 

“Inspire. Decor. Live.” 



DESIGN LETTERS 


Cercavo un luogo per organizzare il mio workshop ma ho trovato molto di più. Cinque architetti (donne) e un obiettivo comune: ripensare l'architettura in termini di temporaneità attraverso la promozione di forme innovative di progetto, arte e design. Metro gialla, fermata Porto di Mare, arrivo in una di quelle aree di Milano oggi al centro del dibattito sul recupero delle periferie. Come recuperare quelle aree dismesse? In molti se lo chiedono, loro hanno avuto il coraggio di farlo. Uno studio-lab che quando lo vedi ti sembra così lontano dai canoni a cui la città ci ha abituato eppure così vicino alla nuova generazione di professionisti a cui apparteniamo. 

Lo stile è industriale, l'atmosfera molto soft,

 si capisce subito che chi anima quel luogo

 lo fa con grande passione per il proprio lavoro. 


Spazi che si fondono per diventare molte cose insieme. Non solo studio di architettura ma anche co-working, area workshop e un laboratorio-falagnameria in cui realizzare le proprie idee.
Le ragazze sono gentilissime, mi accolgono nella loro sala riunioni che assomiglia molto ad un tavolo in cui prendere il tè con le amiche. Mi piace molto, racconto la mia storia e le mille idee che mi passano in questo periodo nella testa. Interazioni, è cosi che a noi architetti oggi  piace sviluppare nuovi progetti. Trovo in loro un modo di vivere la professione molto vicino al mio.
Temporaneità e open source, ovvero condivisione e diffusione di idee e innovazioni a disposizioni di tutti, rappresentano le parole chiave di un nuovo modo di fare e di pensare il progetto in reazione ad un'idea di architettura permanente e design griffato.

In questo luogo, il cui nome racconta tutto, ho trovato questo, il piacere di inseguire i propri sogni costruendo luoghi che ci raccontano. Se dovessero descriversi direbbero

in una parola RE-THINK
in due parole Architettura con[temporanea]

Io andrò a trovarle di nuovo molto presto e spero di poter portare anche voi.






Quando mi sono imbattuta per la prima volta in queste immagini mi sono detta - ma come è bella questa casa nei toni pastello, bella la scelta degli arredi e le finiture, ma cos'è un loft? Poi ho letto un po' e ho capito che si trattava di un hotel. Ma bello, dove? 

A Londra, precisamente  nell'East London, Grzywinski+Pons  hanno  progettato un albergo di 168  camere provando ad unire l'ospitalità  di un design hotel alla comodità di un ambiente che fosse quanto più simile ad una casa. Direi che ci sono riusciti benissimo.



Su Instagram vi siete innamorati del loro Daily Roller e, in effetti, la loro idea di design nasce proprio dal desiderio di creare oggetti utili per le nuove generazioni. Oggetti di uso quotidiano che tutti vorremmo avere nelle nostre case. Loro sono George & Willy (Tauranga, Nuova Zelanda), producono piccoli oggetti per rendere più piacevole e semplice la vita delle persone basandosi su processo creativo che sia quanto più casuale e divertente.

"I also love sitting down with a cup of tea 

and a group of mates and just throwing ideas

 around – collaborating to come up

 with a concept, drawing it,

 developing it and then watching it turn into reality."


Trovo che i loro prodotti, nella loro semplicità e scelta dei materiali, siano davvero bellissimi, ma anche il modo di affrontare il loro lavoro è molto interessante. Far circolare le idee davanti ad una tazza di tè, mi piace!






Mi piace l'idea che il primo termine per definire questo mese sia JAUNTLY. Si, penso che vivace sia proprio il termine giusto. Perché è un mese di cambiamento (per me più che per Makeyourhome), perché ci sono tante idee che mi frullano per la testa e senza dubbio sarà parecchio movimentato. Immagino questo mese come quel momento in cui ci si siede intorno ad un tavolo, si ci confronta, si buttano giù note, si scrivono post-it e si elaborano nuove possibilità. Diciamo però che oggi il tavolo non c'è più e tutto questo avviene (forse anche per fortuna) grazie alla comunicazione social. E' stato così che ho avuto il piacere di incontrare le ragazze di Lascia la scia, un gruppo di architetti donne che hanno deciso di ripensare l'architettura in termini di temporaneità attraverso la promozione di forme innovative di progetto arte e design. Presto vi dirò qualcosa in più su di loro. Ed è tramite Instagram che ho conosciuto anche Chiara, una mamma ingegnere che attraverso la realizzazione di uno shop on line ha iniziato ad assecondare la sua vera passione, quella per l'interior design. JOYFUL non possiamo che essere felici, per chi come loro ha scelto una nuova strada per vivere il lavoro e perché  finalmente questo mese abbiamo sentito tanto parlare di smart-working o lavoro agile. E' il lavoro che cambia e lo sanno bene Matthew Grrzywinski e Amador Pons che dovendo progettare un nuovo hotel a Londra hanno pensato ad un'utenza in cui rientrassero proprio in nuovi lavoratori "nomadi". Insomma sarà un mese  davvero JAZZY  (ah, Milano finalmente inaugurano le serate jazz in the park, ma questa credo sia un'altra storia).  JUNE


ARCHITECTURE | Leman Locke Un hotel di 168 camere progettato nell'East London da Grzywinski+Pons. Il desiderio è quello di accontentare i giovani professionisti sempre più nomadi, unendo l'ospitalità di un design hotel con la comodità di un ambiente che sia quanto più simile ad una casa. ArchDaily
.
LIFESTYLE | Lascia la scia Uno studio-lab dove creatività declinata al femminile, spazi di co-working e workshop, si mescolano per  dar vita ad uno spazio di lavoro innovativo che tanto racconta la Milano che cresce e si adegua alle nuove dinamiche del lavoro. Lascia la scia

PEOPLE | Welchome Chiara ingegnere con la passione per l'interior design ci racconta del suo nuovo design store on line, in una filosofia che condivido appieno. Solo circondandoci di oggetti che ci rappresentano possiamo scrivere la nostra storia e viverla ogni giorno con entusiasmo! Welchome

ROOM | Nordic Dinning Come creare una zona pranzo in stile nordico: materiali, arredi e complementi che rendono questo spazio della casa nordic friendly.

HOME |  Blue & white Una casa in cui regnano soltanto due colori: il bianco per la composizione generale e il blu per i tessili. Un'atmosfera rilassata, in cui vivere una vita semplice. Planate deco blog 

DESIGN | George and Willy Su Instagram vi siete innamorati come me del loro Daily Roller, e in effetti la loro idea di design nasce proprio dal desiderio di creare oggetti utili per le nuove generazioni. Oggetti di uso quotidiano che tutti vorremmo avere nelle nostre case. George and Willy

MOODBOARD | Emozionati con il colore Vi ho gia parlato il passato tante volte di quanti effetti ha il colore delle nostre case su chi li vive. Questa volta proviamo ad emozionarci con colori che regalano relax ed armonia. Come? Ve lo racconto presto.











Roberta Borrelli | makeyourhome.net




Quando un progetto di ospitalità prende forma inizia sempre un lungo viaggio fatto di investimenti, sogni, famiglia. Si famiglia perché chi decide di aprire una struttura ricettiva ha, sempre più spesso,   il desiderio di condividere con gli altri la propria dimensione domestica, le abitudini, il territorio. Quello che vi racconto oggi è finalmente il lieto fine di una CASA che prende il nome di una stupenda bambina, VITTORIA, del suo papà e di una famiglia un po' allargata che alla fine è riuscita a ritrovare in un paesino del sud Italia, Agropoli in provincia di Salerno,  una piccola oasi di pace. Per me è stato un lavoro lungo e impegnativo cominciato con mille progetti e il rifacimento di un tetto fatiscente. La quadratura era grande, circa 200 metri quadrati, ma le altezze ridotte, bisognava riuscire a ricavare il massimo rendendo il tutto piacevolmente vivibile, per chi desidera trascorrere una vacanza al mare. Devo dire che questa volta ho avuto anche una grande fortuna, quella che il mio amico Pietro prima e la sua compagna Chiara poi, hanno seguito le mie idee e i miei consigli, permettendomi di realizzare una struttura che rispecchiasse un po' anche me.  Abbiamo pensato di distribuire sulla superficie quattro camere, chiamate come i venti, che potessero offrire soluzioni di ospitalità differenti. In particolare sono stati realizzati sulla parte posteriore della casa, con un bellissimo affaccio sul castello medievale del paese, due monolocali con bagno e cucina  indipendente. Mentre sul lato anteriore, due camere con bagno indipendente e cucina comune. 


Quella che vedete in queste foto è la suite Libeccio (uno dei due monolocali) in cui non potevamo non inserire una vasca idromassaggio con affaccio sul mare, crometerapia e filodiffusione. Gli armadi sono stati realizzati tutti su misura sfruttando la parte bassa della struttura, ottimizzando così gli spazi. Le ceste e il letto, che sono piaciute proprio a tutti, sono di Ikea

Lo stile è  molto minimalista  ma  inspirato al mare. Ho voluto che le travi in legno fossero preverniciate prima della posa in cantiere affinché il tetto fosse davvero di un bianco candido perfetto. La scelta degli arredi è low cost, quasi tutto è stato ordinato on-line e consegnato in cantiere. Dai tavolini usati come comodini di Maison du Monde alle lampade effetto nautico di Creative Cables




Le altre due camere le ho progettate pensando alle mansarde parigine: posizionare il letto sotto l'abbaino è stato un modo per recuperare spazi fruibili. Ma posso dire che, al di là del lato tecnico, l'atmosfera è davvero molto suggestiva. La palette cromatica è quella del mare, il blu, il turchese e le immancabili strisce combinate con altri pattern a tema. E poi bianco, una sedia a dondolo su cui lasciarsi andare e ceste per riporre i cuscini prima di addormentarsi.  Nei bagni, davvero molto spaziosi, il connubio tra cementine, travi bianche, legno e dettagli in cuoio, crea uno spazio dedicato al benessere molto rilassante. 

Uno di quei progetti che quando finisce dici 
era proprio come lo avevo immaginato


Roberta Borrelli | makeyourhome.net




Metti un giorno di primavera in cui ti svegli e fai colazione in una camera da letto tutta bianca. Hai voglia di vederla diversa, senza stravolgerla particolarmente, soltanto arricchirla di nuovi dettagli, come la vorresti? Io vorrei una camera da letto che solo a guardarla ispiri serenità e relax. Legno chiaro, tessili soft touch, rattan e qualche tocco green che tanto mi piace.  Vorrei una camera da letto in cui leggere serenamente un libro, lavorare a letto o bere semplicemente il caffè, sentendomi sempre a mio agio. Mai come in questo periodo la casa  deve trasmettere freschezza e legerezza, via libera allora  alle righe e tutti quei materiali che ci ricordano il mare, l'estate e il sole anche in casa.




C'è un posto a Milano per quando vuoi uscire rimanendo a casa. Oggi vi parlo di quando non sapevo dove lavorare e sono capitata in un posto eccezionale. Settembre, ero arrivata a Milano per una delle mie solite trasferte, boh non ricordo, quest'anno sono state davvero tante, credo che l'occasione fosse una fiera di settore. Avevo bisogno di un posto in cui lavorare con la mia amica-collega Alessandra. Da brava internettologa del caso mi metto alla ricerca di uno spazio di coworking che fosse carino e accogliente, inutile dirlo noi architette e design blogger in questo siamo un po' esigenti, di lavorare in un posto brutto non se ne parla! Arrivo su un blog che parlava dei migliori di 10 posti di coworking in città.  Diceva cosi: 


Da oTTo, in via Paolo Sarpi, la linea di confine tra coworking e caffetteria è molto sottile. Nonostante questo, è uno dei nostri posti preferiti per sedersi e parlare di lavoro durante una pausa pranzo o in una mattinata grigia con il pc alla mano. Gli spazi, ampi e luminosi, combinano il gusto estetico scandinavo a un tocco di verde che mette allegria. Finito il dovere, spazio al piacere con un bell’aperitivo: forse è questa la cosa più affascinante di passare qui una giornata tra e-mail e telefonate.Flawless


Mi dico ok,  l'ho trovato, non so se ero rimasta più impressionata dal verde alla pareti, dallo stile nordico a cui sono tanto affezionata o dall'idea di potermi bere uno Spritz con la mia amica, ma ho deciso che saremmo andate lì. Lì, si ma dove? Siamo nel cuore di Chinatown, in via Paolo Sarpi, una location insolita per me (penso) ma ho voglia di scoprire. Una volta arrivata scopro di essere proprio dietro alla Fondazione Feltrinelli, luogo che frequento spessissimo dalla sua apertura. Lo spazio non è bello di più, c'è un'ambientazione nordica con pareti tutte bianche, tanto vintage per gli arredi e verde ovunque che ti fa quasi avere la sensazione di respirare aria buona. E' tutto molto easy. Non c'è altro modo di raccontarlo effettivamente ti senti a casa, il cibo è ottimo, il pubblico eterogeneo. Se posso fare una mia personale considerazione oTTo, insieme ad altre realtà di cui vi ho gia parlato qui, è il simbolo della Milano che cambia, che crea luoghi di aggregazione differenti, specchio di una generazione e una società che si aspetta cose molto diverse dal passato.  
Ah, se siete amanti del brunch tutti i weekend dalle 12.30 alle 15.00 potete correre li, e mi sa che nei prossimi mesi troverete anche me!

Contact

© M Y H
Design by The Basic Page